A1, B2, C1: sono codici che tornano continuamente nei corsi di lingua, negli annunci di lavoro e nei requisiti per il visto. Vengono dal Quadro comune europeo di riferimento (QCER) e il loro scopo è semplice ma importante: trasformare un’espressione vaga come «buon livello di inglese» in una misura che tutti leggono allo stesso modo.
La scala non dipende dalla lingua. Un B1 in tedesco e un B1 in francese descrivono la stessa competenza, ed è per questo che i risultati di Goethe, telc, ÖSD, DELF e IELTS sono confrontabili tra loro.
I sei livelli e che cosa significano davvero
A1 — Principiante. Ti presenti, dici da dove vieni, fai e rispondi a domande semplici e capisci chi parla lentamente e con chiarezza.
A2 — Elementare. Capisci argomenti concreti della vita quotidiana — spesa, indicazioni, orari — e li descrivi con frasi semplici. Ti appoggi ancora molto a formule fisse.
B1 — Soglia. Da qui la lingua diventa utile: risolvi la maggior parte delle situazioni in viaggio, scrivi testi coerenti su argomenti familiari e sai raccontare un’esperienza o un obiettivo.
B2 — Intermedio superiore. Segui anche argomenti astratti e conversi con madrelingua senza che sia faticoso per nessuno dei due. È la soglia richiesta dalla maggior parte delle università.
C1 — Avanzato. Comprendi testi lunghi e impegnativi e ti esprimi con scioltezza senza cercare le parole.
C2 — Padronanza. Capisci quasi tutto senza sforzo. Attenzione: non significa «come un madrelingua». Il C2 descrive un livello d’uso che molti madrelingua non raggiungono mai formalmente; misura una competenza, non un’origine.
Quanto tempo serve?
Le indicazioni pubblicate danno all’incirca: 70–100 ore di lezione per l’A1, 180–200 complessive per l’A2, 350–400 per il B1, 500–600 per il B2, 700–800 per il C1 e oltre 1.000 per il C2.
Leggile come ordine di grandezza, non come obiettivo. La durata reale dipende soprattutto dalla parentela linguistica: per chi parla italiano, spagnolo e portoghese sono vicini e procedono in fretta, il tedesco richiede parecchio di più, mentre russo, arabo o giapponese moltiplicano le ore — il solo sistema di scrittura aggiunge mesi. Poi contano la costanza quotidiana e il fatto di vivere o meno dentro la lingua.
L’errore più comune: saltare un livello
Passare al B1 prima che l’A2 sia solido è la causa più nota di chi resta bloccato al B1. Le lacune dell’A2 non spariscono: diventano invisibili e tornano come piccoli errori in ogni frase. La maggior parte di chi non supera un esame B1 non fallisce sul programma del B1, ma su basi A2 fragili.
Un criterio pratico: un livello è concluso quando superi comodamente una simulazione di quel livello, non quando finisci il libro del corso.
Di quale livello hai bisogno?
Lo decide il tuo obiettivo, non la tua ambizione. In genere: A1 per il ricongiungimento familiare, B1 per molti impieghi e percorsi formativi, B2 in ambito sanitario, B2 o C1 per l’università. È una generalizzazione: leggi il requisito ufficiale dell’ente a cui ti rivolgi.
Prepararsi a un livello superiore al necessario costa solo tempo e denaro. Se l’università chiede il B2, sei mesi in più per il C1 sono sei mesi senza presentare domanda.
Come si collocano i punteggi d’esame sul QCER
In sintesi: IELTS 5.5–6.5 corrisponde al B2 e 7.0–8.0 al C1. I certificati Goethe e telc portano già il livello QCER nel nome («Zertifikat B1»), quindi non serve alcuna conversione.
I certificati possono scadere: molti enti richiedono un attestato degli ultimi due anni. Programma la data d’esame in base al tuo calendario di candidature.
Come scoprire il proprio livello
Il modo più rapido è un test di piazzamento. Il nostro è gratuito per 13 lingue e restituisce il risultato direttamente sulla scala QCER; da lì puoi proseguire dal punto in cui ti trovi.
Se il risultato ti sorprende è normale: la maggior parte delle persone si sopravvaluta in lettura e ascolto e si sottovaluta nel parlato. Misurare è meglio che stimare, e ti dice anche su cosa lavorare.